Nell'anno 8 della Nuova Era - Gennaio
Leggere i paragrafi in ordine, dal basso verso l'alto

L'autore non concepisce alcun tipo di (auto)promozione. Il mondo che sogna è una società i cui artisti restino umili, dopo la composizione e la pubblicazione dell'opera. Il ritratto più ammirato di tutti i tempi sapete qual è. Nessuno di noi immaginerebbe Leonardo fare dei tour promozionali per parlarne. E poi attenzione... se si scrive, non si dovrebbe apparire da qualche parte. Ma quando spieghi le tue cose a qualcuno che le ha lette, che opera è la tua? Un'opera didattica, non promozionale. E poi, sto attento anche alle conseguenze, come a volte è accaduto. Quando una persona intavola una discussione con me, ne parlo civilmente per tutto il tempo che occorre. Convinco, se quella persona era incerta. Se necessario, indico dove si è persa la ragione o la lingua. Spezzando il pane di una nuova scienza, gratuitamente e per tutti, ho inaugurato una nuova civiltà con l'unica rivelazione che poteva rinnovare tutto. Naturalmente, ha anche guardato cosa facevate... in tutto questo tempo. Anche Monni è tra voi. Ciascuno di noi è patrimonio della nazione in cui risiede. L'atteggiamento dei quattro presidenti (della Repubblica, del Consiglio) contemporanei alla pubblicazione di quest'opera è stato palesemente anticostituzionale, poiché mortificava la precisa raccomandazione di tutela del patrimonio umano della nazione.

Come è possibile trattare contenuti alti e poi mettersi a scrivere cose leggere e anche giocare con le parole? Non saperlo fare sarebbe mancanza di spirito. Farlo è soprattutto effetto dello star bene. L'autore, quando è in forma, tratta una qualsiasi materia poiché sente di essere in grado di forgiarla, di ricrearla. Nella triste condizione di tanti 'schiavizzati' sta proprio la mancanza di libertà e di creatività che impedisce alla comunità intera di progredire. Quando i governi sapranno riappropriarsi del gioco vero, che non è la parata di sorrisi davanti ai fotografi, avremmo passato il guado. Ma il gioco in che senso si mescola all'emozione o dignifica la realtà? Nel senso che esprime una componente ludica, necessaria proprio come complemento alla realtà stessa. Se voi mi dite una frase con una parola ambigua, io colgo immediatamente l'occasione e faccio la battuta. Il gioco serve a osservare la realtà stessa. Più sotto apprendiamo che saper andare via è una cosa molto seria, e pochi ne hanno un'intima consapevolezza. E se non fu stabilita in anticipo una fine del mandato? Proprio questa è la dimostrazione migliore che la persona è intelligente, se sa anche andar via di propria iniziativa.

Da cosa dipende il fatto che difficilmente avresti scritto un'ultima frase in assoluto? Dal fatto che è stata un'evoluzione continua. Un libro si conclude sempre, in un'ultima pagina. Un sito Web come questo, se è proiettato nell'attualità, è in essa che vive. Dare un'ultimissima pagina nel 2003 o 2004 sarebbe stato un sogno, poiché avrebbe creato già una bibliografia del ricordo. Io scelsi di non ritirarmi. Rischiai anche, perché in certe sere sulla pagina vennero contenuti strani (alcuni dei quali poco comprensibili). Ma dissi sempre: "Un giorno capirete". Vuol dire che avevo dentro di me una certa sicurezza, derivante unicamente da me stesso. Non intervenire aiutava, in qualche senso? Le cose si sedimentavano, senza disturbi. Lasciar l'oggetto alla vista di tutti, senza il proprio corpo, fu una scelta indovinata. In ogni caso, chi aveva del marcio dentro si sarebbe tradito. Gli altri, al massimo, sarebbero rimasti silenziosi. E così è stato. Dunque, una conclusione vera e propria non ci sarebbe mai stata? In quest'opera no. Forse il mio corpo soltanto avrebbe potuto porre fine a ciò che mi veniva da dentro. E non è assicurato che sarebbe stata una bella conclusione. Così sulle pagine io ci tornavo, proprio perché dimostravo di essere ancora vivo a chi non mi vedeva.

Un giorno scrivesti che il tuo 'non intervenire' doveva essere considerato un atto d'amore. Cosa vuol dire? Se io dessi espressione a tutti gli impulsi interverrei anche socialmente a ritmo continuo. Contesterei un inviato della Rai che parla per strada, interverrei alle riunioni culturali, correggerei persone, direi la mia su tutto. Non lo faccio, perché avendo autocontrollo so contenermi. A volte, sacrificandomi perfino. Umiltà, insomma. Dalle tue parole di commento, sembra quasi che tu ritenga i politici in gran parte veicolo di stupidità. E' proprio così. Quando io sento quei discorsi sulle relazioni tra loro, quei commenti che anticipano la impossibilità di trovare una maggioranza, io li trovo profondamente stupidi. Il modello corretto di vita politica è quello in cui chi guida spiega cosa deve fare e gli altri lo accettano (perché la guida è quella). Quando leggo di sfiducia, di opposizione non capisco nemmeno cosa intendono. La mia visione è fatta di concetti e di insegnamenti. Non c'è nemmeno un attimo in cui l'allievo mi dice che si oppone. Si oppone a che? Un pianeta è quello. Quark significa quello. Non c'è modo di non essere d'accordo. E così dovrebbe essere nella vita politica. Ti spiego com'è la questione, e cosa sto per fare. E, insieme, la mettiamo in pratica. Altrimenti diventa un gioco quotidiano fatto delle chiacchiere di ciascuno. E se sulla questione non esiste un modo unico di concepirla? Allora si costituisce un comitato di persone che conoscono bene quella materia. Se ne discute, per un certo tempo, cercando di arrivare a una serie di principi che prevalgono e si forma un documento unitario che vale per tutti. Così dovrebbero fare anche per la legge 40. In Parlamento chiamarono, dapprima, alcuni medici e operatori del settore ma poi non seppero fare una sintesi soddisfacente (anche se per me lo è abbastanza). Allora che si fa? Si forma un comitato di medici, che ne discutono per un certo tempo. E alla fine questo fornisce, sulla base di ciò che si ritiene giusto, un documento definitivo. Ma loro si dividono perfino sul momento reale in cui un essere umano viene ad esistenza E sbagliano anche qui. Per il diritto, la norma è molto chiara. Per la biologia, il momento del concepimento non possiede alternative. Una volta concepito, esso esiste già nel corpo della madre. Allora, abortire è un omicidio? Anche qui sono stato chiaro. Ci sono questioni per le quali non è possibile dire 'si' o 'no' in maniera netta.

IN SINTESI. Se voi tirate un colpo di pistola mirando a una persona le togliete la vita. Questo è omicidio. Se voi siete donne e a un certo punto della vostra vita rimanete incinte, sopprimere la vita di chi sta per nascere di lì a qualche mese è un fatto diverso perché non rientra nella stessa categoria del precedente. Non si può dunque porre un problema se si tratti di omicidio o meno: non siamo in presenza dello stesso evento. E' una questione che riguarda voi, la vostra vita, e insieme la persona che vi ha permesso con il suo seme di restare incinta. Questa scelta, che si opera su un regalo fattovi in quel momento dalla natura, non ha gradazioni. Sopprimendo il feto dovreste farlo per un motivo molto preciso e sicuro, mediante il quale giustificherete il vostro atto sia davanti al partner sia davanti alla società. Molte altre questioni non ci sono.

Mentre una donna affronta la gravidanza e poi il puerperio lavora anche lei. E' questo che non si riesce a fare capire alla gente. 'Lavoro' è tutto, è qualsiasi cosa tu fai. Partorire non è forse un gran bel lavoro, per una donna? Se io questo pomeriggio mi fermo in un bar a spiegare che effetti ha Saturno nel tema di una persona, sto lavorando. Se, uscito dal bar, creo camminando dentro di me dei ragionamenti che mi portano a scrivere una pagina sto lavorando. Il mio cervello, che è parte del mio corpo, lavora poiché elabora e produce. Qui la confusione deriva dal fatto che i più pensano che 'lavoro' sia solo un contratto che tu stipuli con un'azienda e le ore giornaliere che passi nei loro uffici. Se non si levano dalla mente questa idea non potranno mai entrare in questa Nuova Era. Nella realtà sociale dovremmo avere una legislazione esterna collegata anche alla scienza, e una consapevolezza di ciascuno nell'affrontare il SUO specifico caso. Dall'unione di questi due elementi, dovremmo formare il cittadino perfetto di domani. Cominciando dalla scuola.


Il mese di gennaio 2008, raramente contemplato dai veri calendari dell'umanità come il primo dell'annata, fu ancora interlocutorio. Nel vuoto ancora imperante, l'autore vi fece presenti ancora una volta le numerosissime incongruenze di un mondo che non riusciva a valorizzare contenuti nuovi. Tutto sembrava ancora vecchio, già visto, non attuale. Era come se usassimo i nostri strumenti e le risorse al minimo consentito.

Come si può insegnare al tempo stesso inglese americano e britannico? Domanda interessante. Qui c'è un paradosso: proprio il non esser madrelingua inglese dà vantaggi, perché chi ha una buona capacità di riproduzione delle lingue assumendo questi suoni come nuovi riesce alternativamente a passare da una lingua all'altra. Così, se occorre io stesso parlo inglese americano... e se occorre parlo inglese britannico. E perché, in quel passaggio, riesce meglio una persona che ha appreso queste lingue in seguito? Perché se fossi madrelingua sarei profondamente influenzato dai suoni originari della mia nazione. Avendola imparata in seguito, posso invece emetterli senza averli posseduti dentro di me. Clinton, per fare un caso dei tanti, oggi non potrebbe insegnare facilmente l'inglese di Londra.
Facciamo un altro esempio: il passaggio dall'inglese di Washington a quello di Londra ricorda un pochino il passaggio che voi notate dalla lingua di Milano a quella di Roma. Nonostante siano una medesima lingua nazionale, hanno profonde differenze sia nell'accento sia nell'uso delle parole. Ebbene, anche qui le cose vengono apprese meglio da chi vi arriva dopo. Prendendo nota di tutto, comprenderà meglio sia un mondo sia l'altro. E perché, se non ci sono esigenze, la lingua tua stabile divenne l'inglese degli Stati Uniti? Perché lo sento più moderno, e grammaticalmente è preferibile in quanto è una lingua più logica. Senza accorgermi, tra il 1985 e il 1988, assunsi stabilmente i suoni della lingua americana e da quel momento fu quello il mio standard. Ma, essendo europeo, quando è necessario riesco a riprodurre anche i suoni britannici. In fondo, per me funziona come un'imitazione. You expressed these ideas in English too, on November 18, 2007. It was a Grammatiche page. Would you like to remind them of that? OK.

I had a discussion with many US travelers, which made me think it is an interesting matter. There are often people questioning about your nationality. Why? This is a strange matter. They wonder where I come from, after a while, because they hear English sounds from my mouth that seem quite alien to my Italian background. This doesn't mean I'm from the States. I think that every linguist should be so familiar with languages as to make the local people think he's one of them. It's what happened to me, often, in French and Spanish too. Sometbing that I like, especially when I manage to get out of a speech with US people leaving them this doubt, which means they haven't had the time to ask me about my nationality. Of course, it's only a question of vocal reproduction. What if they don't ask you within 15 minutes? This means they really thought I'm from the United States. What may make you give yourself away, in the middle? If the sounds are perfect, only the construction I use. In other words, my using a language that is not-so-perfect as the one that every American man would speak. You see it's a question of domain, once again. Everything is related to this matter, because everything really happens while you talk. What comes 'live' from our mouth is always the best witness to our being. A message very frequent in the Grammatiche pages. But there was one page where you said that you could write English even better than native people. Writing isn't the same as speaking. While speaking, despite your fluency, there's always a passage in the middle where your brain doesn't produce the 'mixture of words' that is typical in American English. This is a crucial point, giving them the doubt I may not be one of them. Of course, it may not be enough if I manage however to speak very good English in the following 12 minutes. What are the words or connections, in the audio files, that could make them think of your origins? It's a very good, standard (and sometimes theatrical) language that doesn't suggest any particular area of Italy. It's ages since I last combined words or sentences like they do in Sardinia. I think there's no word or connection giving the idea of my origins. Of course, it wouldn't take me much to reproduce their language. It may happen to me sometimes, while I talk to relatives of mine. The point is that I've spoken so rarely to them in the last 30 years that I completely forgot even those 'passages in the middle'. What if you pronounce 'matter' like the British people do? I never do that, while talking with the American people. But if I meet with a man from London I usually try reproducing the word 'matter' in the British way because I like to be one of them as long as I can.

Riprendendo il discorso, esiste un'ottima lingua inglese che non è né l'una né l'altra? Sì, esiste uno standard internazionale molto alto in cui si pronunciano suoni leggermente tendenti verso l'una combinando le parole in modo non tipico. E' la lingua dei diplomatici, di alcuni autori, di alcuni professionisti che lavorano in organizzazioni internazionali. Quando i suoni tendono verso l'American English, la lingua scorre più veloce e fluida. Se tendono verso il British English, essi si dirigono verso una pulizia formale. Gli Americani se la ridono del British English, che raramente incontra sostenitori in terra americana. Perché? Perché gli Americani non sentono, dentro il loro essere, che quella lingua debba essere pronunciata alla maniera britannica. Gli Inglesi, per lo più, ritengono che l'American English non sia una bella lingua. Perché? Perché la pronuncia originaria, appartenente a loro, fu corrotta e trasformata in una più rapida e contratta in terra americana. E a loro, per la maggior parte, non piace. L'effetto è reciproco: gli uni non parlerebbero mai come parlano gli altri. Ma se tu insegni italiano a un cittadino americano, cosa gli insegni? Gli insegno la mia lingua, che è senza luogo. Ed è buona proprio per questo. Quando si insegna, si cerca sempre di comunicare un prodotto non influenzato dagli usi e dall'accento locali.

SVILUPPI POLITICI

29 GENNAIO 08

GIORNATA CONCLUSIVA CONSULTAZIONI Veltroni, stando alle fonti, ha proposto al presidente di fissare la data delle elezioni per l'anno prossimo o per la primavera inoltrata. Questo non si può assolutamente fare. Le elezioni, secondo il sistema voluto dalla Costituzione, nascono da una necessità di rinnovo delle Camere conseguente: a) a una fine della legislatura; oppure b) a uno scioglimento anticipato ex art.88. Mi sembra strano che il leader del Pd abbia detto una cosa simile ed è grave già averla detta. Secondo altre fonti, ma giornalistiche e non ufficiali, il presidente starebbe valutando l'esistenza di una possibile maggioranza in Parlamento. Ecco il principale errore di tutti questi anni di vita repubblicana. La maggioranza di cui parla ogni costituzione si riferisce al numero totale di voti che approva una nomina o una legge. Esse dicono, in sostanza: "Votate. Se la proposta viene votata dal 50% più uno dei presenti con diritto di voto si considera approvata". Questo è l'unico concetto che da sempre nella storia costituisce il diritto di prevalenza di una maggioranza di persone. Ma se una di queste, prima di procedere a votazioni o consultazioni, calcola in anticipo l'esistenza di una possibile maggioranza tutto viene corrotto e alterato. Uoo scenario squallido, insomma. La tua frequente osservazione sul numero di persone con competenza superiore a quelle a volte presenti nelle istituzioni a quale principio risale? Al principio più volte affermato che ciascuno (a maggior ragione, chi ha potere di nomina) deve avere uno sguardo allargato sulla intera società. Volgare sarebbe rispondere: "Ma noi non siamo talent-scout". Vivendo, tutti noi veniamo in contatto con persone che possiedono qualità. E interesse pubblico è designare persone che rispondano bene alle esigenze di quel ruolo. Tu hai fatto osservazione sulla sfiducia, che presupporrebbe una motivazione personale e comprensibile. Certo. Lo ribadisco. Se io porto in Parlamento un nuovo governo con un progetto costruttivo e articolato, non ha senso che la maggioranza dell'assemblea possa dirmi di no senza che si capisca il motivo. Se il Senato nega la fiducia a Prodi dopo 20 mesi, lo fa sulla base di quello che ha visto. Ma se io vado a metà febbraio con un nuovo governo, e lo presento, sulla base di cosa potrebbero dirmi di no?

28 GENNAIO 08

RIPRESA CONSULTAZIONI Fini ha detto che non spetta ai governi fare le leggi elettorali Certo, ma per farle il parlamento non può stare senza un governo. Avendo esso sfiduciato quello che aveva da metà 2006, occorre dargli appunto un altro governo. Cosa c'entrano le elezioni? Le elezioni si fanno per rinnovare il Parlamento, non il governo. Lui recrimina anche per le temute nomine dell'ultimo minuto. Anche qui non ha seguito. Sircana è stato chiaro e leale. Quelle che hanno come scadenza naturale il mese di aprile competeranno al prossimo. Dove non c'è possibilità di prorogatio oppure, come nel caso di Mastella, hanno messo mano gli ultimi giorni? A me sembra un allarme inutile. Magari hanno anche nominato persone capaci. I politici dovrebbero un tantino rasserenarsi, essere più equilibrati, meno astiosi. Non è che fare nomine negli enti sia un atto di brigantaggio.

Entrare nel giro politico, per molti, fu come un terno al lotto. Finire nel circuito di governo era diventato conveniente e remunerativo. Cosa va a ricompensare il denaro dei vari contratti di consulenza e perfino di alcuni ministri? Stipendiare qualcuno che non ha una vera e propria attività non è cosa che può lasciare inerti. I consulenti con contratti d'oro (vero, Letizia?) devono finire. Anche perché guarderete all'opposto a chi, come me, ha lavorato come un dannato gratuitamente.

Uno che non era entrato nel giro politico ora non potrebbe ad esempio guidare un governo. Constatare questo è molto triste per tutti, è un'amara sentenza di morte. Perché è come se dicessimo che chi sa fare una certa cosa deve già essere conosciuto da chi può permettergli di farla.

27 GENNAIO 08

PAUSA NELLE CONSULTAZIONI. Non vedo motivi per nuove elezioni. L'unico potrebbe essere l'esigenza di ricomporre assemblee rimaste con il sostanziale equilibrio del 2006, poco produttivo di maggioranze. Ma se si ragiona così, occorre anche precisare che: 1) Non è detto che la nuova consultazione dia risultati molto diversi da allora; 2) Si vota con una legge e un sistema che non soddisfa nessuno; 3) Votare per riavere il 75-80% del personale già presente in Parlamento è veramente uno spreco, e non si capisce a quale scopo si debba spendere la solita montagna di denaro pubblico, inondando le città di volantini e di promesse; 4) L'elezione, in ogni caso, mandando rappresentanti in Parlamento e non designando membri di governo non apporta innovazioni sul piano della scelta degli uomini di governo. Il quarto motivo conduce a ritenere che se si deve fare una scelta tanto vale farla senza sprechi e senza perdere altro inutile tempo. La soluzione unica, qui, non darebbe mai un ricorso al voto anticipato.

Si può correttamente paragonare la situazione a un rebus? Dipende da come si inquadra. Per un presidente che non ha idee chiare e consulta tutti i gruppi parlamentari, è probabile che lo diventi. Altrimenti, si risolve con le ordinarie procedure che a questo punto fanno propendere per un reincarico a un nuovo premier, che chiede la fiducia. Naturalmente, il metodo dovrebbe essere quello da me indicato in questa pagina. Un presidente coraggioso dovrebbe incaricare una personalità degna, anche al di fuori delle istituzioni romane e del giro politico. Potrebbero ribellarsi, e non dare la fiducia. Non vedo come. Se questa personalità affascina e fa un bellissimo discorso in Parlamento è interesse di tutti affidarsi ad essa. Anzi, dovrebbe essere introdotto un sistema che costringa chi non dà la fiducia a spiegare il motivo, perché altrimenti la mancanza di senso del gesto potrebbe ostruire l'azione di chiunque.

Il Parlamento, da circa un quindicennio, non vede entrare uomini e personalità della cultura. Avere soltanto presenze dovute a risultati elettorali lo priva di un ruolo più profondo e radicato nella società. Nonostante la presenza di uomini molto competenti e abili (1992, 1998) sul piano politico, il governo da 25 anni non dispone di un primo ministro adeguato dal punto di vista culturale. E secondo i nostri parametri, in questi 60 anni soltanto Luigi Einaudi e Sandro Pertini (ma per motivi diversi) ricoprirono il ruolo in modo (almeno parzialmente) adeguato e decente.
Alla guida dei tre organi politici appena citati, sono mancati soprattutto uomini che sapessero fare a meno di troppo frequenti consultazioni con i partiti e con i segretari dei partiti stessi. L'attività deve esplicarsi per se stessa, senza dipendere troppo dalle relazioni orizzontali tra le persone stesse. Proprio a causa dello scarso livello della attività politica ai vertici, negli ultimi decenni la storia è stata fatta sempre meno dalle istituzioni. Bastava leggere le Annate di Memoriale.

26 GENNAIO 08

FASE DI CONSULTAZIONI. Calendario di consultazioni, fino a martedì. Qui ho cercato di farvi capire che questa prassi, voluta dai partiti, era sbagliata. Dove sarà il potere di decidere individualmente in base alla Costituzione? E' come se io, prima di sposarmi, domandassi a 70 conoscenti se faccio bene e solo dopo prendessi una decisione. Il riservarsi una decisione da parte del presidente è già dipendente da ciò che è accaduto, nel complesso. Qui abbiamo avuto un governo che ha chiesto la fiducia e il Senato gliel'ha negata. Ora ciò che si deve fare non può essere frutto di una consultazione di tutti con tutti (quale sarebbe ad esempio una votazione generale). La votazione è già stata fatta. Basta. Il presidente, nelle facoltà dategli dalla Costituzione, ha tre possibilità (più una, la quarta caldeggiata da me), ma è lui che deve decidere. Sentire ciò che dice ciascun gruppo non ha senso, perché quei gruppi nello Stato hanno altre funzioni e non quella consultiva della presidenza della Repubblica in un'occasione simile.

Capacità di relazionarsi con chi non conoscono. Certo, una cosa bellissima. Ecco dove parliamo ancora lingue diverse. Io scelgo una persona che ritengo degna di un certo ruolo. Che abiti sopra di me, nel palazzo, o che viva a 800 km. di distanza poco importa. Naturalmente, devo averne già constatato le qualità in qualche modo.

24 GENNAIO 08

CADUTA DEL GOVERNO. Il governo è caduto. Ora si aprono tre possibili scenari. Scioglimento parlamento e nuove elezioni, oppure reincarico allo stesso premier uscente, oppure incarico a un nuovo premier. Dipende da cosa decide il presidente della Repubblica. C'è un quarto scenario? Sì. A questo punto potrebbe dimettersi proprio il presidente della Repubblica. In tal caso, sarebbe il Parlamento a dover guidare la transizione nominando prima un nuovo presidente e poi attendendo che questo incarichi qualcuno di formare un nuovo governo.



MEMO

Una nomina a Palazzo Chigi cosa comporterebbe, per chiunque venga investito di questo ruolo? Intanto c'è da presentare un progetto di riforma complessiva dello Stato, che non significa - come loro credono - cambiare le leggi in vigore. La vera riforma dello Stato deve inserire una nuova mentalità, che badi agli uomini e dimentichi cose come lo spoils-system o le nomine politiche. In questa mentalità, lo dissi più volte, si spiega a tutti cosa si sta facendo. Tu non devi frequentare i tuoi colleghi, questo non te lo chiese nessuno perché la vita politica non è un college di studenti. No, tu devi presentarti a un microfono (e non ai giornalisti), e spiegare pubblicamente cosa fai e perché lo fai. Tutto dev'essere chiaro, alla luce del sole. Ciò che si fa dev'essere la cosa che si ritiene la migliore, al momento. E si dice a tutti perché è la migliore. Tu puoi anche convocarli e sentire parti sociali a un tavolo ma poi si deve trovare la SOLUZIONE UNICA, nell'interesse pubblico. Occorre mettersi al lavoro governando in modo socialmente inteso. Non più pensando di dover rendere conto agli schieramenti o di chiacchierare con i giornalisti. Ma pensando di avere come interlocutore tutta la cittadinanza. In questo modo, ampliandosi l'orizzonte a 360 gradi, non si farà più la nomina a Tizio solo perché ci fece un po' di favori cinque anni fa o perché ha saputo circuirci. Le nomine si fanno a CHIUNQUE, sul territorio nazionale (purché sia efficiente, sappia lavorare). Anche a chi non conoscete. Tu parli anche di amministrazioni in cui c'è poco da cambiare o da riformare. Ecco, questa è un'altra cosa da imparare. Li vedi sempre sbracciarsi, inventando nuove riforme. Ma se le cose andassero bene, perché rovinare quello che c'è? In casi come questi, occorre lavorare in profondità con gli uomini stessi delle amministrazioni. Lasciare le leggi, perché queste non hanno bisogno di ritocchi (e questi, del resto, spettano al parlamento), e dedicarsi agli uomini. Con il vecchio sistema di nomine nel giro molti venivano sacrificati? Molti no, però qualche decina di migliaia di uomini morti presidenti (senza che gli altri lo sapessero) li abbiamo avuti sempre. Purtroppo, era così. Entravano nel giro politico qualche centinaio, e in pratica comandavano una trentina. Se non si entrava da subito, in quel giro, e i leader non ti conoscevano non ti avrebbero mai chiamato da una città a un'altra. Proprio come vivere da ciechi. In questo modo, non si notavano le persone... non ci si innamorava di qualcuno... non si valorizzava mai la società. Facevano un gioco di compari, in pratica. O se proprio ricevevano pressioni ti assumevano al massimo come consulente. La strategia era proprio questa: entrare nel partito, e crescere di anno in anno conquistando un consenso sempre più largo. Questo li incuriosice, incuriosisce non solo i lettori ma anche loro stessi. Chi muore presidente della Repubblica, senza esserlo mai stato, chi è? E' un uomo molto competente della burocrazia, conoscitore di diritto, abitudinario, saggio, spesso viaggiatore, che non si è mai dato attivamente alla politica. In un anno come il 1981, in Italia potevano essercene 17.000. In Francia, qualcosa meno. In Spagna, ancora meno. Negli Stati Uniti, molti ma molti di più. Ecco un altro paese che brucia necessariamente il suo personale.

22 gennaio 08 Secondo un rapporto UE cresce l'odio contro gli Ebrei. Non è vero (e serviva solo da apripista per le imminenti ricorrenze, che a noi non piacciono). Prendono 500 episodi capitati in una nazione come indice di qualcosa. Magari ciascuno di noi avesse soltanto 500 connazionali a cui non è simpatico. Silvio, nell'imminenza di un voto importante del Parlamento, ha ripetuto quella storia dei senatori a vita che alterano il voto. Abbiamo già provveduto a ridurre a 'barzelletta' quella osservazione. Ogni singolo parlamentare, alla Camera o al Senato, ha un singolo diritto di voto che vale come quello di ciascun altro. Considerare a parte il voto dei senatori a vita è un infantilismo cerebrale. Essi sono membri del Parlamento a tutti gli effetti. Anzi, al limite di più: non essendo passati per la triste e inaffidabile trappola delle urne, la loro presenza corrisponde almeno al volere saggio di qualcuno.

21 gennaio 08 In una tua pagina, c'è un 'ebbi ad avere'. Bello. E' come il 'to have' inglese, nel senso di dover, trovarsi a. Pensate anche a una frase come: "Ho da avere relazioni con Romano". Si può intendere due o tre cose, nell'ordine del futuro imminente (specie di perifrastica), del trovarsi ad averle, e perfino del dover averle per via delle circostanze.



CASI RECENTI

Anche in questi tre casi (inchiesta giudiziaria che travolge ministro Giustizia, referendum su legge elettorale, intervento Ratzinger a Sapienza) diamo la soluzione unica. Il fatto che nel 2008 ancora si creino discussioni per casi tanto sterili e insignificanti dà l'idea dell'arretratezza della società.

I

ANTEFATTO Il rettore della Università La Sapienza di Roma, in accordo con la maggioranza del Senato di Facoltà, invita Ratzinger all'inaugurazione dell'anno accademico. Immediatamente, 61 docenti della Sapienza firmano un appello per manifestare la propria contrarietà e altrettanto fanno decine di studenti annunciando anche una manifestazione di protesta.

SOLUZIONE UNICA. Far presenziare il pontefice all'inaugurazione di un anno accademico più che errato è eccessivo. E non c'è bisogno di scomodare il laicismo, per dimostrarlo. Per un intervento simile, avrebbe dovuto essere fornita una reale motivazione o una spiegazione convincente da parte dei vertici dell'università. Gli istituti di istruzione superiore degli Stati esistono per impartire insegnamento a chi vi si iscrive e per conferire titoli/onorificenze. Invitare personalità di Stati esteri, e a maggior ragione di questo, non è affare di loro competenza. Insomma, un'iniziativa di cattivo gusto. L'idea di Dio è appartenente a un'umanità ancora bambina e invitare i suoi rappresentanti ancora oggi non è un segnale di progresso. Parlarne in lungo e in largo, dal punto di vista giornalistico, ancora meno.

II

ANTEFATTO In seguito all'approvazione dell'ultima legge elettorale (un pasticcio gigante che prevedeva un proporzionale 'annacquato' con a) un minimo di coalizione; b) uno sbarramento; c) un premio di maggioranza) si forma un comitato che raccoglie le firme per sottoporre all'esame della Corte Costituzionale la possibilità di consultare i cittadini nel merito di tre questioni. La Corte ha autorizzato il referendum, che in teoria dovrebbe tenersi nella prossima primavera.

SOLUZIONE UNICA. Queste tre minuzie risultano 'tecniche' e poco coinvolgenti per la gran massa dei cittadini. Allo stato attuale, il Parlamento dovrebbe fare approvare una nuova legge. I tempi sarebbero minimi e si farebbe a tempo solo se tutte le forze politiche fossero d'accordo. Ma... d'accordo su cosa? Una nuova legge elettorale dovrebbe esprimere un consenso generale discendente da una visione forte della politica e dell'alternativa. Questo consenso non si vede. Non è più tempo di poteri imposti dall'alto. Allora perché rinunciare a una sana selezione fuori da elezioni? Restare indietro è dimostrazione di miseria umana. Sganciatevi. Nel mondo degli ipertesti, dobbiamo avere una mente lucida e molto rapida.

III

ANTEFATTO La magistratura della Campania, dal 2006, indaga su operazioni di riciclaggio sostanze tossiche effettuate da parte di alcune società che ricavano profitti mediante presunta falsificazione di atti. Tra le persone che gestiscono queste società, uomini del giro di Clemente Mastella. Prima nel luglio 2007, poi nel gennaio 2008, vengono emesse decine di ordinanze di custodia cautelare a carico di personaggi indagati su quelle e su altre faccende collegate anche a nomine in enti pubblici. Alla fine, anche la moglie del ministro (indagato per suo conto), che presiede il Consiglio regionale, riceve la comunicazione giudiziaria.

SOLUZIONE UNICA. Finalmente, con un ritardo di almeno quattro mesi, un uomo fatto ministro al posto sbagliato annuncia le dimissioni. Annuncio inevitabile, perché a prescindere dalle conclusioni dell'inchiesta un ministro della Giustizia non può restare al suo posto se la magistratura apre un fascicolo su di lui e pone la moglie agli arresti domiciliari. L'Udeur dice compatto: "O con lui, o è finita" Non vedo perché. Un governo non può sciogliersi solo perché un ministro, indagato, giustamente si dimette. Non poteva non dimettersi, anzi ha tardato. Non sapere con chiarezza quando è necessario dimettersi, da che deriva? Proprio da un'idea vaga dello Stato e dei ruoli pubblici.


14 gennaio 08 - Il Cicap fa sapere di aver controllato le previsioni di un anno fa date da presunti astrologi e di aver trovato solo fallimenti. E' quello che da sempre sostengo anch'io, tanto da ritenere inutile quel controllo successivo ad ogni fine anno. Del resto, tra coloro che scrivono di astrologia sui vari settimanali è molto rara la presenza di gente seria.

12 gennaio 08 - Almunia che fa un plauso ai conti pubblici dell'Italia. Come se il sindaco di una città indirizzasse una lettera di complimenti a una famiglia per aver incrementato il proprio conto in banca. Sbagliato anche questo.

12 gennaio 08 - Niente grazia a chi si professa innocente, ha ribadito Napolitano. Non va bene, non si dice. La Costituzione conferisce al capo dello Stato questo potere, per motivi che non possono e non debbono nemmeno essere esposti pubblicamente. Si concede e basta. Non si dice e non si parla del perché la grazia venga concessa quando viene concessa. Altrimenti sarebbe un altro tipo di provvedimento, simile a quelli tipici della magistratura (che necessitano di motivazione).

8 gennaio 08 - Pare sia partita da Ferrara. Una moratoria sull'aborto. Cosa voglia dire, nemmeno loro lo sanno. 'Moratoria' è sospensione. Sospensione dell'aborto? Forse intendevano un'altra cosa. Il problema è che, come a rimorchio, tutti hanno ripreso l'espressione e l'hanno fatta circolare. 'Moratoria' è tra le 100 parole più brutte del nostro dizionario. E poi... la 194 va benissimo. Siate seri.

Eravamo al 6 febbraio 08 - Poi il 30 marzo successivo e l'8 aprile alcune cose superflue caddero. E il 12 luglio 08 la pagina riprese vita con ulteriori tagli.
Ultimo agg. il 21 settembre 09